Tree is life
L’idea del progetto “Tree is Life” attuato dal 2002 nel distretto di Nyahururu in Kenya risale ad un viaggio della delegazione africana in Trentino. Rimasti colpiti dal fatto che la nostra regione è coperta da boschi per più del 50% della sua superficie, alcuni leader hanno preso informazioni sulle tecniche di riforestazione e gestione dei vivai, sulle iniziative culturali mirate a coinvolgere la gente locale.
Gli altipiani centrali del Kenya erano un tempo brulicanti di foreste vergini e piantagioni di conifere, oggi la deforestazione sta facendo sentire i suoi effetti devastanti: meno umidità, meno pioggia, avanzata del deserto ed erosione del suolo, carestie agricole, maggiore competizione e tensione tra pastori e agricoltori.
Da anni si combatte questo problema recepito anche dalla popolazione locale che si impegna attivamente nella riforestazione. Il progetto, per sensibilizzare, utilizza murales coloratissimi e di ampie dimensioni nel distretto di Nyahururu e dintorni.

Qual’è l’obiettivo generale?
Aumentare la consapevolezza in Kenya, anche attraverso la costituzione di vivai, che l’impianto di nuovi alberi garantirà benessere alla generazione presente ed a quelle future. Aumentare la consapevolezza, in Italia, che le risorse energetiche sono limitate ed è necessario, per un ecosistema compatibile, un uso sobrio delle stesse.
Quali sono gli obiettivi specifici?
Nel 2005 sono stati piantati 700.000 alberi e nel 2007 sono state coinvolte nel progetto 60 scuole 57 gruppi volontari locali.
Nel 2009 purtroppo c'è stata l'emergenza siccità e gli 80 vivai (40 delle scuole e 40 delle comunità) non hanno prodotto piantine per assenza di acqua. La siccità, purtroppo, ha decimato i vivai piantati l'anno precedente 2008.
Nel 2010 si vorrebbe assistere sia le scuole che le comunità a far fronte al danno subito assistendole con personale esperto al fine di implementare
vivai con piante indigene resistenti alla siccità . In Africa occidentale (Mali, Sahel) si sta riscontrando una riforestazione d'ampie aree verificabili dal satellite grazie all'attività dei contadini che prediligono specie autoctone anziché specie ad alto fusto, che assorbono grandi quantità d'acqua.
vivai con piante indigene resistenti alla siccità . In Africa occidentale (Mali, Sahel) si sta riscontrando una riforestazione d'ampie aree verificabili dal satellite grazie all'attività dei contadini che prediligono specie autoctone anziché specie ad alto fusto, che assorbono grandi quantità d'acqua.
Nello specifico si prevede:
- attuare i programmi di educazione scolastica
- implementare i vivai già esistenti e crearne di nuovi
- organizzare in loco un’attività di informazione pubblica legata ad un’attività di fund-raising sul territorio a copertura parziale delle spese del progetto
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organizzare in Trentino un’attività di informazione pubblica

Chi?
Post emergenza del 2009, Ipsia del Trentino si impegna a sostenere il progetto per l’anno 2010.



