Redditi bassi e spese sempre più alte: servono misure urgenti!

Dall’Editoriale pubblicato sul periodico Acli Trentine

L’indagine di CAF ACLI ed IREF sui redditi delle famiglie, calibrata sui 730 di 600.000 utenti a livello nazionale e 38.000 a livello provinciale, offre uno spaccato attendibile della realtà economica e sociale di una parte importante dell’Italia e del Trentino ed in particolare di quella parte di società che ricorre ai nostri sportelli per gli adempimenti fiscali derivanti dal lavoro dipendente.

Nella ricerca non entrano pertanto né le fasce più emarginate e di fatto sganciate dalle politiche del lavoro, né le libere professioni, le partite Iva e gli strati più ricchi della società. Stiamo parlando pertanto di una fascia mediana, meglio nota anche come “classe media”, numericamente molto importante e spesso vulnerabile rispetto alle tendenze economiche e sociali nazionali ed internazionali. I dati contenuti nell’indagine rivelano una realtà per molti versi inaspettata e che potremmo considerare come la fine definitiva “dell’età dell’oro” che vedeva il Trentino primeggiare nelle classifiche relative alla ricchezza diffusa e alla qualità della vita e che invece testimoniano di un pericoloso quanto repentino declino ed allineamento con le altre regioni e provincie italiane. I risultati dell’indagine affidano pertanto alle ACLI anche la responsabilità di interpretare e gestire la domanda che emerge e che si concretizza nella richiesta di attenzione da parte della classe politica e di misure altrettanto concrete di sostegno ai redditi delle famiglie, di nuovi interventi sul versante dell’offerta pubblica di servizi sanitari e di misure di sostegno al credito.

Si tratta fra l’altro del terzo rapporto di ricerca delle ACLI trentine dopo quello sulla parità di genere e quello dedicato al tema “Il lavoro rende poveri” realizzati negli anni scorsi e che complessivamente richiamano ad un nuovo approccio sulla questione sociale della nostra provincia. È infatti necessario superare definitivamente l’alone retorico che avvolge ancora oggi una narrazione del Trentino felice e benestante e proiettato in un futuro radioso di sviluppo ed opulenza per affidarci allo studio della realtà. I dati forniti dal nostro Istituto di Ricerche Educative e Formative ci sbattono in faccia una realtà molto diversa da quella patinata ed ordinata della promozione turistica e del marketing. E di cui è necessario prendere atto.

Una riduzione complessiva della ricchezza delle famiglie pari a 124 milioni di euro negli ultimi anni come conseguenza di un’inflazione salita al 15,6% richiamano alla necessità di interventi concreti e convergenti, richiamano soprattutto ad un’azione politica che sappia organizzarsi secondo le vere priorità abbandonando gli slogan e smettendo definitivamente di inseguire logiche partitiche nazionali per tornare a pensare al nostro territorio. Il tema della lotta alle diseguaglianze deve pertanto entrare rapidamente e con decisione nell’agenda politica, superando steccati ideologici e pregiudizi per non lasciare soli coloro che pagano il prezzo più grande e doloroso dell’instabilità economica e delle crisi internazionali. Per questo le Acli Trentine ripropongono con forza un grande patto, convergente tra settori e posizioni diverse della nostra comunità, che basandosi sugli strumenti dell’autonomia possa rilanciare nuove forme di solidarietà sociale e nuove politiche di sviluppo per ripristinare livelli economici che rispettino l’effettiva dignità delle persone e che possano iniziare a costruire il futuro di questa terra.