Terzo settore: appello al voto Europa e volontariato

Dall’Editoriale pubblicato sul periodico Acli Trentine

L’Istat certifica che la perdita di volontari subita dal nostro paese nel biennio 2020-2021 è stata pari a 950 mila unità. Quasi 1 milione di cittadine e cittadini in meno, rispetto a tre-quattro anni fa, per educare i bambini, allenare i giovani e gestire le associazioni sportive, insegnare e fare musica, curare e supportare malati e disabili, accogliere gli stranieri, valorizzare ambiente e cultura.

La nostra provincia può comunque vantare un valore elevatissimo di volontari, rispetto alla popolazione residente. 39.048 volontarie e 58.435 volontari, per un totale di 97.484 persone impegnate che rapportate ai 540.958 residenti, consente di dire che ben il 18% dell’intera popolazione è coinvolta in attività volontaristiche.

 

Riconoscere la centralità del volontariato

Questi dati confermano ancora una volta come il volontariato sia un fenomeno, fortunatamente, strutturale della nostra società e così andrebbe considerato, anche dalle istituzioni. Per arrestarne il declino ed incentivare la crescita è oggi fondamentale portare a compimento in tempi brevi le norme attuative legate al Codice del Terzo settore, senza le quali molte esperienze di impegno solidale rischiano di scomparire. Ancora più importante è giungere il prima possibile alla semplificazione delle procedure burocratiche. Infine è necessario un cambio di passo, un coinvolgimento che prenda atto di quanto oggi le realtà del terzo settore siano divenute sostitutive del servizio pubblico. La consapevolezza di questo elevato livello d’impegno deve condurre le istituzioni ad attivare forme di amministrazione condivisa, attraverso la co-programmazione e co-progettazione, in cui associazioni, fondazioni e cooperative possano sperimentarsi come veri protagonisti.

In vista delle prossime elezioni Europee, dal Trentino e da Trento Capitale Europea del volontario non possiamo che rilanciare un appello a riconoscere il volontariato per il suo valore, il suo impatto sulle persone, sulle comunità e sulla società intera ed ad implementare misure utili per supportarlo ed espanderlo.

 

Il ruolo dell’Europa

L’Unione europea è stata fondata anche per garantire la difesa dei diritti fondamentali delle persone ed in questo il volontariato svolge oggi un ruolo insostituibile anche se spesso non riconosciuto adeguatamente. Per questo è necessario ribadire la richiesta di agevolare questo compito, introducendo un quadro legislativo europeo che sostenga e promuova le azioni in cui i cittadini possano riconoscere e difendere attivamente i diritti degli altri. Inoltre è arrivato il momento che il volontariato venga inserito all’interno del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali e considerato, a pieno titolo, nel raggiungimento degli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile. Serve poi un approccio comune e condiviso, tra tutti gli Stati membri, necessario per garantire il coordinamento tra le Istituzioni dell’Unione europea e le politiche in materia di volontariato che si riferiscono a diversi ambiti strategici come educazione, occupazione, gioventù, ambiente, ecc..  Rimane poi fondamentale il riconoscimento delle competenze dei volontari.

In una società disorientata e spaventata, come quella fotografata dal recente rapporto Censis, il volontariato è anche ciò che aiuta le persone a dare un senso alle cose e alle relazioni, a partecipare a un processo positivo di costruzione di legami che sfida le paure e contrasta la sfiducia crescente – ha dichiarato Vanessa Pallucchi, Portavoce del Forum nazionale del Terzo Settore.

Andiamo tutti a votare, il prossimo 8 e 9 giugno, per un’Europa inclusiva, solidale e sostenibile che non può prescindere da un deciso sostegno allo sviluppo del volontariato e della cittadinanza attiva.