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ACLI: Devolution

22 Ottobre 2005

Devolution, Acli: Tornare indietro e ripartire da una Convenzione costituente sul modello dell’Unione europea

Devolution, Acli: Tornare indietro e ripartire da una Convenzione costituente sul modello dell’Unione europea

Luigi Bobba: «Non si costruisce il futuro del Paese senza regole condivise»

Roma, 20 ottobre 2005La maggioranza ritorni sui suoi passi e si percorra, insieme con l’opposizione e con le altre istituzioni rappresentative del Paese, la strada della “Convenzione costituente”. Nel giorno della contestata approvazione, alla Camera, della cosiddetta “Devolution”, le Acli confermano il loro giudizio negativo sul metodo, oltre che sul merito, della riforma e rilanciano la proposta di una Convenzione costituente per riscrivere le regole del nostro convivere, sul modello di quanto avvenuto per il Trattato costituzionale dell’Unione europea.

Parla il presidente nazionale Luigi Bobba: «A pochi giorni dalla contestata approvazione della riforma elettorale, un’altra legge che dovrebbe ridefinire le regole del nostro convivere viene fatta passare con una prova di forza dell’attuale maggioranza di governo. Ma potrà mai essere “buona” una riforma nata e approvata con uno spirito di rivalsa e di contrapposizione? Noi crediamo di no: siamo convinti che non si costruisce il futuro del Paese senza regole condivise, gli uni contro gli altri».

«Per questo motivo – aggiunge il presidente Bobba – chiediamo alle componenti più responsabili di questa maggioranza di Governo di fare un passo indietro e di ripensare il progetto di riforma dello Stato insieme con l’opposizione e con le altre istituzioni e realtà rappresentative del nostro Paese. Quanto avvenuto nell’Unione europea, con la creazione di una Convenzione per costruire tutti insieme il Trattato costituzionale, potrebbe rappresentare un modello utile e percorribile anche da noi»

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