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La nomina del nuovo Presidente CEI

09 Marzo 2007

La nomina del nuovo Presidente della CEI, mons. Angelo Bagnasco. Le Acli pronte a collaborare con responsabilità.

La nomina del nuovo presidente della Cei, mons. Angelo Bagnasco

LE ACLI: PRONTE A COLLABORARE CON RESPONSABILITA’

Da Verona l’esigenza di una ripartenza della Chiesa centrata sulla fede e di una “conversione pastorale”

Roma, 7 marzo 2007 – Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani accolgono con gioia ed amicizia la nomina di mons. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, a presidente della Conferenza episcopale italiana, cui assicurano e rinnovano la propria disponibilità a collaborare con piena responsabilità nell’azione di annuncio del Vangelo e di promozione dell’uomo, della famiglia, della società.

A pochi mesi dal Convegno ecclesiale di Verona, le Acli richiamano l’esigenza emersa di una “ripartenza” da parte della Chiesa nel segno dell’essenzialità e del primato di Dio. Il presidente Andrea Olivero ricorda le parole di Benedetto XVI sulla Chiesa come “fragile barca”, che trae la sua unica forza dalla fede nel Signore: «Forse – commenta Olivero – ci preoccupiamo troppo della fragilità della nostra barca, abbiamo paura di affondare e ci affatichiamo vanamente per renderla più forte e robusta. L’augurio che possiamo fare a mons. Bagnasco è che ci aiuti a mantenerci leggeri, a prendere il largo con coraggio e speranza, preoccupati solamente di prendere il vento giusto, lo Spirito Santo, per seguire la rotta che il Papa ci ha indicato nella sua prima enciclica “Deus Caritas Est”».

Le Acli esprimono contemporaneamente la loro gratitudine al cardinale Camillo Ruini, presidente uscente della Conferenza episcopale italiana, che in un tempo assai difficile e complesso per la nazione italiana e per la Chiesa stessa ha saputo porre l’attenzione di tutti sulle questioni più urgenti e delicate per il nostro futuro: la radicalità della questione antropologica, l’esigenza di una rielaborazione culturale, la necessità di recuperare il filo di una storia e di una tradizione di popolo ricostruendo un’identità nuova, ma non amputata delle sue radici. A questi temi si aggiunga, ancora da Verona, l’urgenza di un ripensamento e di un rilancio della formazione dei credenti e del ruolo dei laici nella società e nella politica. Infine, l’esigenza di una “conversione pastorale” per la Chiesa intera che lo stesso cardinale Ruini ribadì nelle sue conclusioni al Convegno ecclesiale di ottobre.

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