80 anni di Patronato ACLI

10 Novembre 2025

80 anni di Patronato ACLI, un presidio nato per essere utile. “Per pensioni più eque serve un patto tra generazioni.”

Da 80 anni il Patronato delle Acli accompagna i cittadini difendendo i loro diritti per un welfare più giusto e universale. E continua a svolgere servizio pubblico, a riconoscere tutele spesso sconosciute, a dare risposte ai nuovi bisogni in una società segnata dai flussi migratori, in cui le fragilità e le povertà sono in aumento, cresce il lavoro precario e atipico così come le disuguaglianze; le politiche sociali arretrano, si riduce la popolazione in età lavorativa, tra invecchiamento, denatalità e spopolamento, cambiano i modelli familiari, i giovani – penalizzati anche dal sistema previdenziale contributivo che non permetterà loro di garantire una pensione come quella dei loro nonni – cercano condizioni migliori all’estero (170.000 ogni anno in Italia).

Il Patronato è “un modo delle Acli di essere al servizio della società”. Così lo ha definito il presidente delle Acli Trentine e presidente del Patronato trentino Walter Nicoletti (intervento integrale allegato) ribadendo l’urgenza di un patto tra generazioni, tra i giovani e i loro padri e nonni che godevano di pensioni oggi non più garantite.

Concetto ripreso da Massimo Tarasco, componente della presidenza delle Acli nazionali, che ha sottolineato la “passione per il sociale al servizio della comunità” che contraddistingue il Patronato. Un servizio che nel 2024 ha portato 2,4 miliardi di euro nelle tasche degli italiani.

“Non si resta indifferenti di fronte a un bisogno” ha detto nel suo intervento il direttore del Patronato delle Acli Trentine Salvatore Casella ricordando i diritti inespressi in materia di infortuni sul lavoro e malattie professionali, e di come, durante la Pandemia, il servizio di pubblica utilità esercitato dal Patronato si sia sforzato di trovare alternative per cercare di dare una risposta a ciascuna domanda. Nella consapevolezza che “dietro a ogni pratica ci sono storie di vita da ascoltare e tutelare”.

Nella seconda parte della mattinata spazio alle voci storiche: Livio Trepin, già direttore del Patronato, Erminio Lorenzini e Pierino Bellumat già operatori dello stesso, hanno ricordato gli anni del Patronato al fianco dei lavoratori dalle invalidità di guerra agli infortuni e le malattie professionali degli anni ‘50, le battaglie legali perché l’Inail riconoscesse la silicosi, l’infortunio in itinere in cui il Patronato delle Acli Trentine è stato apripista, ha ricordato Trepin. “È stato il lavoro più bello del mondo” ha commentato Lorenzini tradendo una certa emozione nel raccontare il lavoro quotidiano dei “recapiti”, contatti tenuti con le persone di ogni paese visitato. Una certa nostalgia emerge quando Bellumat ricorda gli anni ’70 quando l’età delle pensioni di anzianità era 55 anni per le donne, 60 anni per gli uomini.

Il Patronato in cifre:

Il Patronato Acli è presente in Trentino con 14 sportelli e impiega 41 dipendenti fissi. Nel corso del 2024 ha seguito quasi 100.000 pratiche: 1125 domande di accompagnamento presentate, 240 di invalidità civile, quasi 7800 per indennità di disoccupazione, quasi 1000 per disoccupazione agricola, 1822 per congedi parentali e maternità, 443 per assegno di inclusione, 864 di reversibilità.

Il Patronato Acli nazionale è presente in 21 Paesi nel mondo. Nel 2024 in Italia e all’estero ha gestito più di 1,6 milioni di pratiche, venendo in contatto con oltre 1 milione di persone. 35000 le ore di formazione