Aprire Partita Iva: cosa sapere prima di iniziare

15 Febbraio 2026

Aprire la Partita Iva non è complicato: le procedure burocratiche per avviare una nuova attività sono rapide e abbastanza semplici. Prima di farlo, però, è fondamentale fermarsi a valutare alcune scelte importanti che influenzeranno il lavoro e la gestione fiscale e contabile nel tempo.

1) Definire il tipo di attività

La prima domanda da porsi è: quale attività andrò a svolgere?

Da questa scelta dipende l’individuazione del codice Ateco, cioè il codice che identifica in modo preciso la tipologia di attività economica. Il codice Ateco deve essere indicato nella pratica da inviare all’Agenzia delle Entrate per richiedere l’apertura della Partita Iva ed è determinante anche per il calcolo delle imposte e dei contributi.

2) Scegliere il regime fiscale

Il secondo passaggio fondamentale è la scelta del regime contabile: regime forfettario (agevolato) o regime ordinario.

Il regime forfettario presenta due grandi vantaggi:

  • tassazione agevolata: imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per le nuove attività nei primi 5 anni), calcolata su una base imponibile determinata in modo forfettario in base al codice Ateco;
  • contabilità semplificata: niente Iva, niente registri contabili obbligatori e meno adempimenti fiscali.

Non sempre, però, il regime forfettario è la scelta più conveniente. Anche quando si possiedono i requisiti per accedervi, è importante valutare attentamente la propria situazione.

Perché?

Indeducibilità dei costi

Nel regime forfettario non è possibile dedurre i costi effettivamente sostenuti per l’attività lavorativa.

Ad esempio, un parrucchiere che paga l’affitto del negozio:

  • in regime ordinario può sottrarre questa spesa dal fatturato;
  • in regime forfettario no. I costi sono riconosciuti in misura forfettaria, in base al coefficiente di redditività previsto dal codice Ateco. Se, come in questo caso, il coefficiente di redditività è del 67%, significa che i costi sono considerati pari al 33% del fatturato, indipendentemente da quanto realmente speso.

Indetraibilità delle spese personali

Chi aderisce al regime forfettario, in assenza di altri redditi (da lavoro dipendente o pensione), non può usufruire delle detrazioni Irpef legate a spese personali come le spese sanitarie, gli interessi del mutuo, le spese di istruzione, i canoni di locazione, le ristrutturazioni edilizie e i lavori di risparmio energetico.

In pratica, se sto ristrutturando casa:

  • con il regime ordinario posso beneficiare delle detrazioni fiscali;
  • con il regime forfettario, se non ho altri redditi, non posso utilizzarle.

3) Valutare imposte e contributi

Prima di aprire la Partita Iva è essenziale stimare quanto incideranno imposte e contributi previdenziali sul reddito. Avere un quadro chiaro fin dall’inizio aiuta a fare scelte più consapevoli e sostenibili per la propria attività.

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Contabilità