Concordato preventivo biennale: la scadenza per le adesioni

05 Ottobre 2026

Il Concordato preventivo biennale (CPB) permette a determinate persone titolari di Partita Iva e piccole imprese di concordare preventivamente con l’Agenzia delle Entrate il reddito e il valore della produzione da dichiarare per due periodi d’imposta. Le imposte vengono quindi calcolate sulla base degli importi concordati, indipendentemente dai risultati effettivamente conseguiti.

L’obiettivo è favorire l’adempimento spontaneo, prevedendo anche l’accesso ai benefici premiali riservati ai soggetti ISA.

Chi può aderire?

Per il biennio 2026-2027 possono aderire le persone titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo che applicano gli ISA (Indici sintetici di affidabilità fiscale). Sono quindi esclusi i contribuenti in regime forfettario.

La normativa prevede inoltre alcune cause che impediscono l’adesione. Tra queste:

  • aver presentato una causa di esclusione dagli ISA per il periodo d’imposta precedente;
  • aver già aderito al CPB per il biennio 2025-2026;
  • avere debiti tributari o contributivi definitivi superiori a 5.000 euro;
  • aver adottato il regime forfettario nel 2026;
  • aver omesso la dichiarazione dei redditi in uno dei tre periodi d’imposta precedenti. La dichiarazione presentata entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria è invece considerata valida;
  • aver riportato determinate condanne per reati tributari e finanziari;
  • avere una quota di redditi esenti o non imponibili superiore al 40% del reddito complessivo.

Entro quando aderire?

L’adesione al CPB è facoltativa. Per il biennio 2026-2027, la proposta può essere accettata entro il 2 novembre 2026.

Accettare il Concordato non significa automaticamente pagare meno imposte. Prima di aderire è importante valutare la proposta dell’Agenzia delle Entrate alla luce della propria situazione reddituale, dell’andamento previsto dell’attività e degli effetti fiscali dell’accordo.

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Contabilità