Il Concordato preventivo biennale (CPB) permette a determinate persone titolari di Partita Iva e piccole imprese di concordare preventivamente con l’Agenzia delle Entrate il reddito e il valore della produzione da dichiarare per due periodi d’imposta. Le imposte vengono quindi calcolate sulla base degli importi concordati, indipendentemente dai risultati effettivamente conseguiti.
L’obiettivo è favorire l’adempimento spontaneo, prevedendo anche l’accesso ai benefici premiali riservati ai soggetti ISA.
Chi può aderire?
Per il biennio 2026-2027 possono aderire le persone titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo che applicano gli ISA (Indici sintetici di affidabilità fiscale). Sono quindi esclusi i contribuenti in regime forfettario.
La normativa prevede inoltre alcune cause che impediscono l’adesione. Tra queste:
- aver presentato una causa di esclusione dagli ISA per il periodo d’imposta precedente;
- aver già aderito al CPB per il biennio 2025-2026;
- avere debiti tributari o contributivi definitivi superiori a 5.000 euro;
- aver adottato il regime forfettario nel 2026;
- aver omesso la dichiarazione dei redditi in uno dei tre periodi d’imposta precedenti. La dichiarazione presentata entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria è invece considerata valida;
- aver riportato determinate condanne per reati tributari e finanziari;
- avere una quota di redditi esenti o non imponibili superiore al 40% del reddito complessivo.
Entro quando aderire?
L’adesione al CPB è facoltativa. Per il biennio 2026-2027, la proposta può essere accettata entro il 2 novembre 2026.
Accettare il Concordato non significa automaticamente pagare meno imposte. Prima di aderire è importante valutare la proposta dell’Agenzia delle Entrate alla luce della propria situazione reddituale, dell’andamento previsto dell’attività e degli effetti fiscali dell’accordo.
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Contabilità