Nel 2026 i requisiti e le regole per le Partite IVA in regime forfettario restano invariati rispetto al 2025. La Legge di Bilancio ha mantenuto l’impianto della tassazione “flat” per le attività economiche di piccole dimensioni e ha confermato l’innalzamento da 30.000 a 35.000 euro della soglia massima di reddito da lavoro dipendente o assimilato percepito nell’anno precedente all’inizio dell’attività, requisito fondamentale per poter accedere al regime agevolato.
I principali vantaggi del regime forfettario
Il regime forfettario offre due grandi vantaggi:
- Tassazione agevolata:
- aliquota unica del 15% sulla base imponibile, calcolata in modo forfettario in base al settore di attività (codice Ateco);
- per le start-up, aliquota ridotta al 5% per i primi 5 anni.
- Contabilità semplificata:
- esenzione dal versamento dell’IVA e da tutti gli adempimenti correlati;
- nessun obbligo di tenuta delle scritture contabili;
- esclusione dall’applicazione dei parametri ISA.
Chi può accedere al regime forfettario
Per entrare nel regime agevolato è necessario rispettare alcuni requisiti:
- avere ricavi e compensi inferiori a 85.000 euro annui;
- sostenere spese per eventuale personale dipendente inferiori a 20.000 euro lordi annui.
Le cause di esclusione
Non possono accedere al regime forfettario chi:
- ha percepito nell’anno precedente redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 35.000 euro lordi;
- esercita l’attività prevalentemente nei confronti di chi è stato nostro datore di lavoro nei due anni precedenti.
La causa di esclusione relativa all’attività prevalente nei confronti di chi è stato nostro datore di lavoro negli anni precedenti, NON si applica alle persone fisiche iscritte in albi/registri che contestualmente sono dipendenti di datori di lavoro con più di 250 dipendenti con contratto di lavoro part-time al 40%-50% e che rispettano le ulteriori condizioni. Tale beneficio spetta solo a coloro che hanno un contratto ‘misto’, ovvero a chi è contemporaneamente dipendente part-time e fattura con Partita Iva allo stesso datore di lavoro.
Il regime ordinario: quali differenze con il regime forfettario
A differenza del regime agevolato, il regime ordinario prevede una tassazione progressiva calcolata sulla base imponibile, applicando aliquote differenziate. Inoltre, bisogna occuparsi di una serie di adempimenti legati all’Iva e alle scritture contabili.
Scegliere tra regime forfettario e ordinario
Anche se si hanno i requisiti necessari per rientrare nel regime agevolato, non sempre conviene accedervi; prima di scegliere tra un regime e l’altro è importante fare un’attenta valutazione della propria situazione e considerare molteplici fattori come, ad esempio, l’entità dei costi necessari per lo svolgimento della nostra attività e l’entità delle detrazioni fiscali a cui potremmo avere diritto se aderissimo al regime ordinario.
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Contabilità