Rimborsi forfetari alle volontarie e volontari sportivi: come funzionano

06 Ottobre 2026

La riforma dello sport ha introdotto una disciplina specifica riguardo i rimborsi spese a favore delle volontarie e dei volontari sportivi.

In determinate situazioni queste persone possono ricevere un rimborso forfetario fino a un limite massimo di 400 euro al mese, per attività svolte in occasione di manifestazioni ed eventi sportivi riconosciuti da Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate, Enti di promozione sportiva, CONI, CIP e Sport e Salute S.p.A..

Quali condizioni devono essere rispettate?

L’ente sportivo deve aver adottato una delibera che individui le tipologie di spesa e le attività di volontariato per le quali è possibile riconoscere il rimborso.

Il limite di 400 euro mensili è riferito a ciascuna persona volontaria e deve essere considerato complessivamente per tutti gli enti che riconoscono questo tipo di rimborso nel corso dell’anno solare. Non si tratta quindi di un limite di 400 euro per ogni associazione o società sportiva.

Entro questo limite, il rimborso forfetario non costituisce reddito per la volontaria o il volontario.

Attenzione alla soglia dei 15.000 euro

C’è però un aspetto fiscale importante per chi svolge anche attività di lavoro sportivo.

I rimborsi forfetari, pur non essendo tassati autonomamente entro il limite previsto, concorrono alla verifica della soglia annua di 15.000 euro di non imponibilità dei compensi di lavoro sportivo dilettantistico.

Questo significa che, se la volontaria o il volontario ha già percepito compensi di lavoro sportivo, il rimborso può determinare il superamento della soglia e diventare, in tutto o in parte, imponibile.

Per capire meglio, facciamo due esempi tratti dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate:

  • se una persona ha già percepito 16.000 euro di compensi di lavoro sportivo e riceve un rimborso forfetario di 350 euro, la soglia dei 15.000 euro è già stata superata: i 350 euro concorrono quindi alla formazione del reddito imponibile.
  • Se invece ha percepito 14.800 euro e riceve un rimborso di 380 euro, il totale raggiunge 15.180 euro. In questo caso, 180 euro rappresentano la quota che supera la soglia e che concorre al reddito imponibile.

Per gli enti sportivi è quindi importante disciplinare correttamente questi rimborsi e tenere conto anche degli eventuali compensi di lavoro sportivo percepiti dalla persona nel corso dell’anno.

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Contabilità