L’estate è spesso un periodo delicato per le famiglie che si avvalgono dell’aiuto di colf o badanti. Alla necessità di organizzare le proprie vacanze si aggiunge infatti quella di gestire le ferie dell’assistente familiare e, quando necessario, trovare una persona che la/lo sostituisca.
Per evitare difficoltà organizzative, è importante conoscere le regole previste dal Contratto collettivo nazionale del lavoro domestico e programmare con anticipo i periodi di assenza.
Ferie: quanti giorni spettano?
Le lavoratrici e i lavoratori domestici maturano un periodo di ferie pari a 26 giorni lavorativi per ogni anno di servizio nel caso di articolazione dell’orario su sei giorni settimanali. Qualora la prestazione lavorativa sia distribuita su un numero inferiore di giorni settimanali, il numero di giorni di ferie spettanti sarà riproporzionato in base ai giorni di lavoro effettivamente previsti dal contratto. Le ferie sono fruite previo accordo tra le parti, nel rispetto delle esigenze del datore di lavoro e della lavoratrice o lavoratore.
Per le/gli assistenti familiari conviventi, durante il periodo di ferie continua a spettare la normale retribuzione; inoltre, se non usufruiscono di vitto e alloggio presso l’abitazione della persona assistita, hanno diritto alla relativa indennità sostitutiva.
Come gestire le sostituzioni
Quando la famiglia ha bisogno di sostituire temporaneamente l’assistente familiare assente per ferie, è necessario procedere con una vera e propria assunzione. Occorre quindi stipulare un contratto, generalmente a tempo determinato, effettuare la comunicazione all’INPS e gestire gli adempimenti retributivi e contributivi previsti.
La ricerca di personale qualificato può richiedere tempo, soprattutto nei mesi estivi, quando la domanda di assistenti familiari aumenta. Per questo motivo è consigliabile concordare con largo anticipo il periodo di ferie, così da organizzare per tempo l’eventuale sostituzione e garantire continuità nell’assistenza alla persona.
Permessi e congedi
Il contratto nazionale riconosce a lavoratrici e lavoratori domestici specifici permessi retribuiti per pratiche legate al permesso di soggiorno e al ricongiungimento familiare. Inoltre, chi ha almeno sei mesi di anzianità presso lo stesso datore di lavoro può usufruire di 40 ore annue di permesso retribuito per attività di formazione professionale.
Sono previsti anche particolari congedi a tutela della genitorialità e delle situazioni di fragilità personale, come quelli riconosciuti alle lavoratrici vittime di violenza.
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Categoria
Lavoro domestico