Diocesi di Trento
In giorni nei quali il Trentino torna a riflettere sulle radici della propria Autonomia e su una storia costruita anche attraverso il dialogo e la convivenza, la Chiesa trentina ribadisce il valore irrinunciabile della dignità di ogni persona, del rispetto delle differenze e della pace.
Ogni ideologia fondata sull’odio, sulla discriminazione o sulla violenza è estranea a questa cultura e incompatibile con una comunità che vuole guardare al futuro nel segno del rispetto reciproco e della responsabilità.
Crstiano Bettega accompagnatore per la diocesi delle Acli trentine
La libertà di espressione è sicuramente una conquista della società civile contemporanea, è fondamento di democrazia. Proprio per questo oggi sono tante le voci, siano esse presenti qui a questa manifestazione o siano unite nell’intento, che in forza della libertà e della giustizia oggettiva affermano con convinzione che i valori fondanti della Costituzione e della società non possono essere messi in discussione da ideologie che rischiano di propugnare discriminazione, esclusione, o addirittura violenza. Il fatto che in questi giorni molte persone di diverse estrazioni e appartenenze politiche, etniche, culturali abbiano sentito l’urgenza di dire “non ci stiamo” fa pensare che anche la società trentina sa distinguere tra chi rischia di seminare odio e chi invece vuole costituire pace.
Acli Trentine
Siamo qui per testimoniare l’esistenza non di un altro Trentino, ma di tutto il Trentino.
Per dire che siamo altra cosa rispetto al razzismo, alla violenza, alla mortificazione delle differenze, all’annientamento dell’avversario politico.
Siamo qui per rappresentare il Trentino del volontariato e della solidarietà. Di migliaia di cittadine e cittadini che offrono il proprio tempo per il bene della persona e della loro comunità.
Parliamo di migliaia di persone e di centinaia di associazioni che non guardano il colore della pelle, ma prestano attenzione solo ed unicamente ai bisogni della nostra gente.
Che non giudicano, ma chiedono a tutti di rispettare le regole della convivenza e del lavoro dei diritti e dei doveri.
Siamo qui per condividere i valori dell’Autonomia e dell’autogoverno.
Di pratiche secolari di auto organizzazione della comunità che hanno saputo garantire il difficile equilibrio fra economia e ambiente, fra esigenze dei più deboli e sviluppo dei territori di montagna.
Per ricordare che il cammino dell’Autonomia si accompagna fin dall’inizio con il cammino della democrazia e della Costituzione. Della libertà e dell’antifascismo.
Per questo siamo qui per affermare il valore della partecipazione e del rispetto reciproco. Conquiste di civiltà che in Italia sono costate la vita di migliaia di innocenti nella guerra di liberazione che vide, proprio qui nell’Alto Garda, uno dei capitoli più eroici e dolorosi della storia trentina.
E siamo qui anche per testimoniare i valori della cooperazione e del mutualismo, vale a dire di quelle pratiche che nel tempo hanno garantito l’inclusione sociale dei più deboli e l’accesso al benessere e ai diritti sociali di larghe masse popolari.
C’è però un pericolo moderno, vorrei dire più attuale, rispetto a quello del ritorno al passato che eventi di questo genere intendono richiamare.
C’è il pericolo dell’indifferenza diffusa, della re-immigrazione forzata e di atteggiamenti che delegano la violenza ad apparati fuori controllo e a regole di ordine pubblico che di fatto stanno mettendo in seria discussione la civile convivenza e il diritto alla protesta.
Per arginare questi fenomeni è pertanto necessario un progetto di umanità nuova e di politica nuova.
Un progetto che punti alla convivenza attraverso l’integrazione, la collaborazione, la costruzione partecipata e condivisa di una società nuova, plurale, che faccia della diversità un punto di forza e non di debolezza.
Un progetto che unisca la politica, le istituzioni con la comunità ai cittadini, alle persone all’interno di un itinerario che affronti e risolva le questioni relative allo sviluppo sostenibile, ad una nuova alleanza fra umanità e ambiente. Che garantisca un futuro sostenibile ai non ancora nati e a tutti gli esseri viventi.
La risposta ai fenomeni e ai raduni che oggi condanniamo non può che risiedere nella proposta di un Trentino migliore, più partecipato, più responsabile, più solidale, più altruista.
Contro l’odio e la violenza, faremo vincere la civiltà dell’amore e della giustizia, della nonviolenza e della pace!