Giubileo

28 Gennaio 2025

Il valore rivoluzionario della speranza

Dall’Editoriale pubblicato sul periodico Acli Trentine

La speranza è l’argomento centrale di questo Giubileo attraverso il quale la chiesa ed i cristiani dovrebbero tendere ad un ripensamento in senso spirituale per riscoprire il valore del riposo, della riscoperta del senso del limite nella prospettiva del perdono e del “condono”, affinché ad ognuno sia “rimesso il proprio debito”. La speranza evocata da papa Francesco è dunque indirizzata al cambiamento, all’azione concreta, ad una spiritualità che si tramuta qui ed ora nella trasformazione dei nostri comportamenti per tradursi in una testimonianza altruistica, come nel caso della cancellazione del debito dei paesi impoveriti.

Francesco: “La speranza è l’irrompere del possibile nell’impossibile”

Il dilemma della società occidentale è che ha perso la speranza nel futuro. Si tratta di un problema che si ripercuote innanzitutto sulle giovani generazioni, ma anche sulle prospettive economiche e delle imprese in un paese, come l’Italia, che appare sempre più malandato e a rischio di denatalità. Di fronte a questo scenario, dove ci è stata tolta anche la capacità di sognare un mondo migliore, la speranza evocata da Francesco corrisponde ad un atto di rifiuto della passività e di profondo cambiamento. Innanzitutto perché si tende a recuperare il valore della fiducia in se stessi. La speranza, ha spiegato il pontefice, è il contrario della disperazione e si incarna nella convinzione di ogni persona di essere amata, di potersi rialzare e lavorare per il bene comune alimentando sentimenti come l’ottimismo e la fiducia. A quel punto la speranza, che certo va sempre e solo coltivata, ci aiuta a disvelare il disegno di una trasformazione interiore ed esteriore, apre nuove possibilità, porte e finestre, brecce oltre il grigiore di una civiltà che sembra arenarsi in un eterno presente. Per questo, ed è sempre Francesco a parlare, la speranza oggi significa “l’irrompere del possibile in ciò che consideriamo impossibile”.

Essere costruttori di speranza

La speranza è dunque un atto rivoluzionario in quando rifiuta il piano della rassegnazione e della passività ed imprime in ogni persona un impulso vitale per aprirsi alla dimensione del noi generativo e trasformativo. In questa prospettiva la speranza diventa una leva del cambiamento che deve essere alimentata per superare la cappa di pessimismo ed immobilismo che sembra avvolgere la nostra civiltà come se il nostro destino fosse quello di difendere con i denti (e soprattutto con le armi) gli stili di vita e di consumo che abbiamo raggiunto fino ad oggi. Ma se questo è l’orizzonte che ci viene proposto dobbiamo sapere che dietro l’angolo ci sarà la guerra del cosiddetto “miliardo d’oro”, ovvero i privilegiati del mondo che consumano il 90% delle risorse globali, contro una maggioranza di poveri e diseredati che attendono giustizia. Il Giubileo può essere un punto di svolta se sapremo diventare dei veri costruttori di speranza.

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L'angolo del presidente