LA C DI CRISTIANI

17 Marzo 2026

Il significato di aderire alle Acli

C’è una bella riflessione all’interno del gruppo di lavoro che si occupa della Vita Cristiana delle Acli animato dall’amico Loris Capovilla e seguito dal nostro accompagnatore don Cristiano Bettega. Una riflessione che, lungi dal proporsi come pratica confessionale, ripropone l’importanza della C di cristiani interna alla nostra sigla: Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani. Cosa significa essere cristiani in un tempo contrassegnato dal ritorno della guerra, del manifestarsi di una crisi ambientale senza precedenti e dall’emergere del fenomeno delle povertà che riguarda ormai il 10% dei trentini?

È una domanda che spinge le Acli a recuperare i valori delle origini: il servizio ai più deboli, ai lavoratori e alle lavoratrici, accanto allo sviluppo integrale della persona. Ma significa anche recuperare e ribadire gli insegnamenti fondamentali del vangelo: ama il prossimo tuo come te stesso, fai a meno del tuo ego per donarti agli altri, porgi l’altra guancia della nonviolenza (che non significa rinuncia a combattere), abbi cura di chi è povero prima di ogni altra cosa. Significa in altre parole mettere in pratica gli insegnamenti di papa Leone XIV quando, parlando della necessità di una “rivoluzione spirituale e culturale”, invita i fedeli a essere “palestre di fraternità” contro l’avidità e l’egoismo e a vivere la fede non come potere, ma come servizio e condivisione.

 

Una rivoluzione spirituale

Sentiamo fortemente il bisogno di una rivoluzione interiore perché avvertiamo che la crisi del pianeta e della nostra società deriva da una crisi spirituale e dall’avere smarrito sia l’anima del cosmo, sia quella che accompagna le nostre singole esistenze. Siamo poveri di spirito e proprio per questo avvertiamo il bisogno di una rigenerazione interiore, di una riscoperta dell’umanità e della fraternità, di un modo diverso di vivere per porre al centro il valore della vita e dell’amore. Sentiamo pertanto il bisogno di riscoprire la Via di Gesù che, fuori dalle liturgie, ci faccia riscoprire il valore della fede nella persona umana e nel creato. Attraverso questa Via possiamo ridare significato al nostro lavoro quotidiano, all’economia e perché no anche alla politica e alla difesa/promozione del bene comune. Con la C di cristiani possiamo pertanto tornare a parlare di rivoluzione, di cambiamento dello stato delle cose esistenti e soprattutto di speranza. Le Acli sono infatti una grande risorsa pubblica di speranza, uno scrigno di futuro in una società che ha smarrito la via e per tale motivo sono essenziali per il presidio della comunità e della democrazia. Per questo è importante che ne promuoviamo l’adesione attraverso il tesseramento per continuare ad essere portatori di speranza, sentinelle del territorio e costruttori di pace.

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L'angolo del presidente