Il significato di aderire alle Acli
C’è una bella riflessione all’interno del gruppo di lavoro che si occupa della Vita Cristiana delle Acli animato dall’amico Loris Capovilla e seguito dal nostro accompagnatore don Cristiano Bettega. Una riflessione che, lungi dal proporsi come pratica confessionale, ripropone l’importanza della C di cristiani interna alla nostra sigla: Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani. Cosa significa essere cristiani in un tempo contrassegnato dal ritorno della guerra, del manifestarsi di una crisi ambientale senza precedenti e dall’emergere del fenomeno delle povertà che riguarda ormai il 10% dei trentini?
È una domanda che spinge le Acli a recuperare i valori delle origini: il servizio ai più deboli, ai lavoratori e alle lavoratrici, accanto allo sviluppo integrale della persona. Ma significa anche recuperare e ribadire gli insegnamenti fondamentali del vangelo: ama il prossimo tuo come te stesso, fai a meno del tuo ego per donarti agli altri, porgi l’altra guancia della nonviolenza (che non significa rinuncia a combattere), abbi cura di chi è povero prima di ogni altra cosa. Significa in altre parole mettere in pratica gli insegnamenti di papa Leone XIV quando, parlando della necessità di una “rivoluzione spirituale e culturale”, invita i fedeli a essere “palestre di fraternità” contro l’avidità e l’egoismo e a vivere la fede non come potere, ma come servizio e condivisione.
Una rivoluzione spirituale
Sentiamo fortemente il bisogno di una rivoluzione interiore perché avvertiamo che la crisi del pianeta e della nostra società deriva da una crisi spirituale e dall’avere smarrito sia l’anima del cosmo, sia quella che accompagna le nostre singole esistenze. Siamo poveri di spirito e proprio per questo avvertiamo il bisogno di una rigenerazione interiore, di una riscoperta dell’umanità e della fraternità, di un modo diverso di vivere per porre al centro il valore della vita e dell’amore. Sentiamo pertanto il bisogno di riscoprire la Via di Gesù che, fuori dalle liturgie, ci faccia riscoprire il valore della fede nella persona umana e nel creato. Attraverso questa Via possiamo ridare significato al nostro lavoro quotidiano, all’economia e perché no anche alla politica e alla difesa/promozione del bene comune. Con la C di cristiani possiamo pertanto tornare a parlare di rivoluzione, di cambiamento dello stato delle cose esistenti e soprattutto di speranza. Le Acli sono infatti una grande risorsa pubblica di speranza, uno scrigno di futuro in una società che ha smarrito la via e per tale motivo sono essenziali per il presidio della comunità e della democrazia. Per questo è importante che ne promuoviamo l’adesione attraverso il tesseramento per continuare ad essere portatori di speranza, sentinelle del territorio e costruttori di pace.
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L'angolo del presidente