PACE, POVERTÀ, POLITICA 

04 Agosto 2025

ESTATE INSIEME – Sarnonico 3 agosto 2025

La pace o la guerra iniziano a Gaza

Il significato di questo copricapo, usato anche come sciarpa e chiamato Kephia, è quello di vicinanza con il popolo palestinese.
Parliamo di persone, bambini ed anziani, giovani e donne, anche incinte, appartenenti ad una moltitudine di innocenti che oggi vengono barbaramente trucidati quando si trovano in fila per un pugno di farina o un sorso d’acqua. Si, perché quel popolo si trova sotto assedio da anni e vive o meglio sopravvive da decenni nella prigione a cielo aperto più grande del mondo.
Gaza è infatti un grande lager rettangolare attorno al quale ci sono grandi muri e reticolati dal quale non si può più uscire.
In quella città, praticamente rasa al suolo, vivono ancora oltre due milioni di abitanti. Stiamo parlando di un popolo che oggi sta subendo un vero e proprio sterminio che avviene nel cuore del Mediterraneo, a pochi passi dalla civilissima Europa. Mai avremmo immaginato che a pochi anni dall’inizio del nuovo millennio tornassero in uso parole come genocidio, deportazione accanto ad altre parole oramai di uso comune come guerra e corsa agli armamenti.

Di fronte a questo massacro abbiamo l’obbligo dell’inquietudine, della protesta e dell’indignazione.
E abbiamo due buoni motivi per alzare la nostra voce:
Il primo riguarda l’atteggiamento dell’Europa e del governo italiano che sono, è bene ricordarlo, complici di questo sterminio per via del sostegno militare e logistico offerto al governo di Israele per quanto riguarda i nuovi sistemi d’arma, tecnologie militari, droni e radar.
Il secondo riguarda il palese utilizzo di due pesi e due misure da parte delle società occidentali. In altri conflitti sia l’Unione Europea sia il governo italiano non hanno esitato a ricorrere alle sanzioni, mentre nei confronti di Israele, a parte le citazioni di rito, non si è mosso un passo per fermare l’indicibile situazione di Gaza.
Contro questo atteggiamento le Acli nazionali e la chiesa si sono mosse per fermare la barbarie qui ed ora.
E lo abbiamo fatto anche qui in Trentino, assieme al comune di Trento, all’Arcidiocesi e al vescovo Tisi e assieme a tantissime altre associazioni, cittadine e cittadini che hanno sottoscritto a migliaia il nostro appello. Siamo scesi in piazza ancora a migliaia in tutta Italia domenica scorsa e lo faremo ancora per salvare il salvabile, per fermare l’abominio e far vincere la pace e la convivenza. A tale proposito vorrei esprimere tutta la nostra amicizia e vicinanza a tutte le persone di religione ebraica. Sul banco del tribunale della storia non c’è l’ebraismo, dal quale provengono anche i Cristiani, ma c’è il Sionismo, che è cosa ben diversa dalla religione di Abramo.
Sappiamo e vogliamo pertanto distinguere ed è anche per questo che accanto alla Kephia con don Cristiano Bettega durante la messa metteremo in mostra anche la Kippah, il classico copricapo utilizzato dagli ebrei per accedere alla sinagoga.
A chi ci vuole nemici rispondiamo con l’amicizia e l’amore.
A chi ci vuole in guerra rispondiamo con il dialogo e la pace.

Una nuova alleanza contro le povertà

Recenti indagini e inchieste giornalistiche hanno riproposto il problema dell’aumento delle povertà. Gli italiani in povertà assoluta sono ormai sei milioni: il 6% della popolazione, pari al 10% degli abitanti. In Trentino sono 36.000 le persone in povertà relativa e fra essi ben 18.000 famiglie.
Nell’ultimo anno questo dato è passato dal 4,6% al 6,7% della popolazione. 12 mila persone, come sanno bene gli operatori della Caritas, hanno difficoltà nel trovare cibo.
Di fronte a questi dati non possiamo che sostenere l’idea di una nuova alleanza contro le povertà.
Un’alleanza trasversale, sociale e politica, fra pubblico e privato, per tornare ad essere una comunità forte e coesa attraverso cui rilanciare:
Nuove politiche di sostegno al reddito, specie per i giovani
Nuove politiche di sostegno alla famiglia, attraverso misure e interventi strutturali e non congiunturali
Nuove misure per estendere ad altre fasce sociali bisognose di attenzione l’assegno di inclusione che non può essere relegato solo ed unicamente ai casi più estremi e marginali in quanto la lotta alle povertà è soprattutto prevenzione
Nuove politiche attive per il lavoro ad iniziare dal sostegno alla formazione professionale per incentivare i giovani e per riqualificare i lavoratori più anziani

È necessario inoltre operare per definire, sempre con il concorso di tutti coloro che ci credono, una vera e propria filiera dell’integrazione. E per questo è necessario misurarsi con la vera capacità di assorbire ed integrare la popolazione lavoratrice formata anche dai nuovi trentini. È un passo che dobbiamo compiere, uscendo dalla semplificazione populista, per garantire alla nostra economia di far funzionare anche in futuro il sistema turistico, così come quello industriale e agricolo, così come il lavoro di cura.
Una filiera dell’integrazione che si pre-occupi dell’educazione e della formazione di queste persone, sapendo che i cittadini liberi e responsabili sono coloro che hanno consapevolezza sia dei diritti sia dei doveri.
Ma il passo successivo non può che essere quello della casa.
Un’indagine recente ci ha informati che in Trentino ci sono 150.000 (si 150.000) alloggi sfitti. Di questi 1500 sono dell’Itea che fra l’altro non ha rinnovato oltre il 5% dei contratti di affitto rispetto all’anno precedente.
Benvengano dunque iniziative come quella di Trentino Abitare promossa dall’ATAS, l’associazione che vede fra i suoi fondatori anche le Acli, in collaborazione con Casa Padre Angelo.
Una proposta che propone un patto tra inquilini, proprietari, enti locali ed imprese per recuperare gli immobili inutilizzati e metterli a disposizione di chi ne ha bisogno.
Il tutto fornendo garanzie e contrattuali ai proprietari e facilitando l’incontro fra la domanda e l’offerta.

La necessità di una buona politica

Tutto questo chiama in causa la necessità di una nuova stagione politica.
Non è una critica a chi governa, ma è un invito che le Acli rivolgono a tutta la comunità trentina, comprese le forze di opposizione.
Abbiamo bisogno di più attenzione verso chi soffre e abbiamo nello stesso tempo bisogno di visione per il futuro e speranza per i giovani.
È necessario rilanciare i temi della sostenibilità ambientale e sociale, dell’eguaglianza e della partecipazione.
Serve che il Trentino recuperi il proprio spirito partecipativo, associativo e solidaristico.
È necessario rilanciare la cooperazione e la gestione partecipata dei beni comuni.
È finita la stagione in cui si diceva all’altro cosa doveva fare e si rimaneva spettatori.
Oggi dobbiamo tutti rialzarci per partecipare e dare il nostro contributo per lo sviluppo di un maggiore senso civico, di una società più responsabile, di una classe dirigente più lungimirante, pragmatica ma anche visionaria.
È giunto il tempo di una nuova fase politica per rilanciare il Trentino e la sua Autonomia attraverso il concorso responsabile delle persone, dei cittadini, del tessuto associativo e del volontariato.
Le Acli, con la formazione al cittadino e ai nostri amministratori, saranno sempre in prima fila per far vivere il senso di una politica che sa guardare lontano e rispondere giorno per giorno ai bisogni dei più deboli, per garantire pace, lavoro e democrazia.

Ringraziamento ospiti, istituzioni,
In particolare un grazie di cuore al nostro gruppo feste e al segretario Joseph Valer, siete delle splendide persone, rappresentate lo spirito più generoso e autentico delle Acli.
Vi ringrazio davvero e buona Estate insieme a tutti voi!

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L'angolo del presidente