EUROPA: UN SOGNO CHE DEVE DIVENTARE REALTÀ

04 Giugno 2024

Dall’Editoriale pubblicato sul periodico Acli Trentine

Il sogno di un’Europa federale formata dalla cessione volontaria di sovranità degli stati nazionali in favore di un’Unione forte e coesa attorno ai valori della democrazia ci accompagnerà anche negli anni a venire.

Il progetto che appartenne prima a Luigi Einaudi e poi a statisti quali De Gasperi, Adenauer e Schuman non deve quindi smettere di inquietare coloro che hanno a cuore il futuro di un continente che può giocare un ruolo decisivo nella risoluzione dei conflitti planetari e nella ricerca di un modello di sviluppo sostenibile e compatibile con le esigenze della biosfera. L’Europa rappresenta dunque una speranza che non può essere delusa nonostante le sue istituzioni si siano nel frattempo invischiate in un sistema burocratico e di procedure fuori dalla realtà e nonostante il livello preoccupante espresso in questi ultimi anni delle sue classi dirigenti. Le difficoltà e le incertezze del momento devono pertanto spronarci nel rilanciare il sogno di personalità come Ernesto Rossi e Altiero Spinelli, autori del celebre Manifesto di Ventotene attraverso il quale puntavano ad un’Europa libera e unita attorno ai principi del federalismo, di una difesa armata comune e della cooperazione economica.

A fronte di una gestione incline all’amministrazione dell’esistente, è necessario pertanto rilanciare i valori fondamentali per cui è nata l’Europa di oggi. Il primo di questi riguarda la pace che può essere perseguita attraverso un ruolo autonomo dell’Europa rispetto all’alleanza atlantica e recuperando i valori fondamentali dell’Unione incentrati appunto sul superamento dei conflitti e della logica della forza. Il secondo riguarda una nuova alleanza con la natura che rilanci gli obiettivi dell’Agenda 2030 e renda operativi i presupposti per una riconversione ecologica della nostra economia. Dall’agricoltura al turismo, dell’innovazione tecnologica al ruolo dell’industria e delle piccole e medie imprese, l’Europa può infatti rappresentare un modello di sostenibilità e di civiltà esportabile negli altri continenti.

Infine il tema della sussidiarietà attraverso il rilancio del ruolo delle regioni. Partendo dalla positiva esperienza dell’Euro regione Tirolo-Alto Adige-Trentino, possiamo immaginare alleanze operative e nuove forme di cooperazione transfrontaliera all’interno delle Alpi per rilanciare l’economia e ripopolare la montagna attraverso interventi di welfare che ripropongano il ruolo centrale delle politiche pubbliche.

L’Europa può dunque rappresentare una terza via incentrata sull’economia sostenibile, la pace e la democrazia, alternativa alle derive populiste che di fatto si riducono ad appendici autoritarie delle politiche neoliberiste. L’Europa è matura per reinventare i rapporti giuridici e culturali tra popoli e confini, rendendo il nostro continente davvero capace di accogliere, ma soprattutto capace di intervenire a livello mondiale per correggere le profonde iniquità.

 

 

 

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L'angolo del presidente