Una pace disarmata e disarmante

30 Settembre 2025

Come raccogliere l’appello di Papa Leone XIV

«Si potrebbe stimare che tra i 5 e i 6 milioni di italiani adulti (5.500.000), (su un totale di 24.052.764), cioè il 22,8%, abbiano commesso violenza sessuale o fisica nel corso della loro vita. Quasi 1 italiano su 4».

Sono i dati contenuti nel saggio “Era una brava persona – Sguardi sulla violenza maschile contro le donne” (Il Margine) realizzato da Emanuele Corn, Leandro Malgesini e Ivan Pezzotta e presentato a Trento il mese scorso su iniziativa del Coordinamento Donne e della FAP. Nello stesso libro apprendiamo altre informazioni sconcertanti: ogni anno nel nostro paese 652.000 donne subiscono uno stupro e oltre 746.000 un tentativo di violenza carnale. Cifre allucinanti che chiamano in causa l’urgenza di cambiamenti profondi ad iniziare dall’educazione famigliare e dalla scuola, passando per il superamento di modelli primitivi dentro i quali si formano, purtroppo, anche le giovani generazioni.

Scorrendo questi dati si ha l’impressione di una violenza che è allo stesso tempo radicata, diffusa ma anche silenziosa a conferma che il comportamento prevaricante ed egoista è sempre accompagnato dalla paura. Viviamo infatti in un mondo dove la violenza si accompagna all’intimidazione e alla paura che a loro volta producono rassegnazione e un silenzio che spesso si trasforma in complicità. Come maschi dovremmo a riguardo porci una semplice domanda: se invece che donna fosse un maschio come mi comporterei con quella persona?

È una domanda che anche al sottoscritto ha provocato diverse difficoltà e ripensamenti. Facciamocela spesso questa domanda, assieme magari ad altre rivolte al nostro prossimo: come mi comporterei nei confronti del massacro di Gaza se fossi un palestinese? Oppure, come mi comporterei se fossi nato sotto le bombe del Libano o dell’Ucraina, se fossi vissuto in un campo profughi o in un paese come quelli del centro Africa ed oggi mi trovassi su un barcone alla deriva?

Credo che leggere la realtà che ci circonda alla luce di altri punti di vista aiuti a comprendere il carico di violenza che circonda la nostra apparente serenità di europei saziati da uno sviluppo che rischia di essere intriso solo di consumismo, egoismo e indifferenza. Ecco allora che le parole di papa Leone rivolte ad una “pace disarmata e disarmante” possono essere lette come un invito all’azione ma anche alla riflessione per togliere il seme della violenza e della prevaricazione che alberga dentro ognuno di noi. In questo modo riusciremo a leggere i fatti che ci circondano con gli occhi di chi soffre in prima persona le contraddizioni di un modello di sviluppo che si è dimenticato che in questo mondo abbiamo tutti il diritto di vivere in pace e nelle migliori condizioni, senza pesare sulla natura e sugli altri esseri umani.

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L'angolo del presidente