Case della Comunità, ultima chance per la sanità pubblica
Il convegno dedicato alle Case della Comunità promosso dalle Acli trentine il 16 ottobre scorso ha aperto una fase nuova non solo per quanto riguarda la sanità, ma la totalità delle politiche sociali portate avanti nella nostra provincia. Per i partecipanti alla mattinata di confronto, queste nuove strutture territoriali si presentano infatti come l’ultima occasione per ribadire la centralità della sanità pubblica all’interno della quale ribadire il diritto universale alla salute. Da qui l’importanza di cogliere la sfida delle 14 Case di Comunità previste in Trentino non solo come strutture sanitarie decentrate ed incentrate sulle prestazioni, ma soprattutto come punto di riferimento per l’ascolto dei bisogni e l’organizzazione di risposte che puntino alla prevenzione, alla salute e al benessere generale delle persone.
Cosa non sono e cosa dovrebbero essere le Case di Comunità
Queste nuove strutture non dovranno pertanto essere il luogo delle sole prestazioni, né tantomeno diventare dei grandi poliambulatori decentrati, così come non dovranno essere il luogo della delega e delle specializzazioni. Le CdC dovranno invece essere gestite in modo democratico attraverso un cambiamento di paradigma che consenta a tutti noi di passare dal concetto di sanità al concetto di salute, così come da un centro istituzionale ad un luogo che punta al coinvolgimento di tutta la comunità. Per usare le parole dell’Assessore alla salute e alle politiche sociali della Provincia Mario Tonina, la Case dovranno essere delle strutture di integrazione socio-sanitaria attraverso un modo diverso di prendere in cura la persona. Questo significa rilanciare il ruolo della medicina generale in modo tale da seguire il paziente in tutti i suoi bisogni grazie anche ad un processo di gestione incentrato sul ruolo attivo delle amministrazioni locali e delle Comunità di valle.
Un patto sociale di comunità
Le Case di Comunità sono nate grazie alle misure contenute nel PNRR e a livello nazionale è nata un’Alleanza di associazioni fra le quali figurano anche le Acli assieme a Prima la Comunità, Cittadinanzattiva, CNCA, CSVnet, Forum Disuguaglianze e Diversità e MoVI. L’Alleanza si propone di informare e formare i cittadini, attuare azioni comuni nei territori per promuovere la coprogrammazione e la coprogettazione, nonché di supportare la sostenibilità di queste strutture. Analogamente, le Acli trentine intendono portare sul territorio momenti di confronto e dibattito al fine di coinvolgere la cittadinanza, gli enti intermedi e le istituzioni in un vero e proprio patto di comunità incentrato sulle funzioni sociali e sugli obiettivi di promozione umana delle Case di Comunità. Un’occasione da cogliere anche per i Circoli e le nostre Zone al fine di promuovere un concetto di salute e benessere decentrato e partecipato.
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L'angolo del presidente