Riforma Icef, una partita delicata

01 Settembre 2025

È una partita delicata quella della riforma dell’ICEF che la giunta provinciale trentina ha messo in campo a partire da queste prime settimane di settembre. Ridurre da 36 a 4 i parametri dell’Indicatore della Condizione Economica Familiare per l’accesso alle misure di welfare espone l’utenza a complicazioni e sovraccarica di lavoro gli enti accreditati come i CAF come del resto è stato ribadito dai rappresentanti delle Acli in IV commissione del consiglio provinciale dove la riforma, contestata anche dalle minoranze e dai sindacati, è stata di fatto approvata.

“Va tenuto aperto un dialogo con la giunta per trovare un percorso condiviso” ha dichiarato Walter Nicoletti presidente di Acli Trentine preoccupato per il mantenimento dei diritti sociali acquisiti da parte dei cittadini.

“La complessità dell’ICEF è derivata dalla necessità di raggiungere un maggior livello di equità” ha aggiunto il direttore di CAF Acli Michele Mariotto, chiedendo alla Provincia un tavolo permanente specifico di confronto.

Non esistono elementi certi dell’impatto delle modifiche sulle famiglie e la coesistenza iniziale tra vecchio e nuovo sistema, in attesa che vengano definiti i 4 indicatori, comporterà ulteriore incertezza.

Per semplificare realmente la vita dei cittadini – è stato sottolineato dalle Acli – andrebbero piuttosto uniformate le date delle diverse scadenze previste per la presentazione delle domande di beneficio erogate dallo stesso, unico Ente.

Altre osservazioni alla riforma voluta dalla giunta riguardano la mancata indicizzazione dell’indicatore al costo della vita: tra il 2019 e il 2024 l’inflazione è aumentata del 20% mentre i redditi da lavoro non tengono il passo, fermandosi al +12% (fonte Istat). Le famiglie vengono considerate più ricche ma di fatto hanno perso l’8% di potere d’acquisto. Per evitare quindi che alcune famiglie si vedano escluse dai benefici andrebbe inserito nell’ICEF uno strumento automatico di adeguamento al reale costo della vita.

I 4 parametri che sostituiranno gli attuali 36 e che andranno a comporre il nuovo indicatore ICEF sono famiglia, sostegno al reddito, disabilità e casa. Con il nuovo sistema, ad esempio, l’indicatore “famiglia” verrà applicato a una decina di politiche: dalle tariffe degli asili nido (in capo ai Comuni) alle mense scolastiche (gestite dalle Comunità di Valle), le quote di compartecipazione per il prolungamento dell’orario delle scuole dell’infanzia, l’accesso ai buoni di servizio per la conciliazione familiare, la determinazione dell’assegno unico provinciale (quota B).

Se da un lato si dà maggiore peso ai patrimoni immobiliari – anche all’estero – dall’altro sono state eliminate alcune detrazioni del reddito per nuclei numerosi, con disabili o a favore del lavoro femminile.

Inoltre, sarà modificato il peso del reddito dichiarando anche i redditi da locazione e cambierà la modalità di rilevazione dei componenti del nucleo familiare: non saranno registrate le relazioni tra membri, la dichiarazione sarà complessiva per il nucleo, richiedendo ai CAF maggiore perizia e competenza tecnica.

Le Acli hanno chiesto in proposito maggiori garanzie e il mantenimento delle vecchie detrazioni per le famiglie numerose e per quelle dove entrambi i genitori sono lavoratori.

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Assistenza fiscale