21 Gennaio 2026
Avviare un’attività di lavoro autonomo comporta una serie di valutazioni preliminari fondamentali. Una delle decisioni più importanti riguarda il regime fiscale da adottare, una scelta da non sottovalutare.
Regime forfettario o ordinario?
- Regime forfettario (agevolato): dedicato a chi rispetta determinati requisiti, tra cui un limite di ricavi annuali, prevede un’imposta sostitutiva fissa al 15% (o al 5% per i primi 5 anni in alcuni casi) e un regime contabile semplificato.
- Regime ordinario: prevede una tassazione progressiva secondo gli scaglioni IRPEF, ma consente la deduzione di costi e la detrazione di spese.
La scelta non è scontata: anche se si hanno i requisiti per accedere al regime forfettario, non sempre è la soluzione più vantaggiosa.
Quando il forfettario potrebbe non convenire
- Uno dei limiti principali del regime forfettario è l’indeducibilità dei costi.
Nel forfettario, infatti, la base imponibile non si calcola sulla differenza tra ricavi e costi effettivi, ma si applica un coefficiente di redditività fisso (che varia a seconda del settore). Questo significa che le spese sostenute nell’anno non vengono considerate per abbattere il reddito imponibile. Chi ha alti costi di gestione o deve fare investimenti rilevanti potrebbe trovare più conveniente il regime ordinario, che consente di effettuare detrazioni e deduzioni.
Esempio. Sono un parrucchiere e sostengo dei costi per l’affitto del mio negozio. Se ho optato per il regime ordinario posso decurtare queste spese dal mio fatturato annuo, mentre se sono in regime forfettario tutti i costi relativi alla mia attività (tra cui l’affitto del negozio) sono riconosciuti in misura forfettaria in base al coefficiente di redditività previsto dal mio codice Ateco. Nel caso specifico il coefficiente di redditività è pari al 67% del mio fatturato; quindi, i costi riconosciuti, indipendentemente dal loro effettivo sostenimento, sono pari al 33%. - Indetraibilità delle spese personali, ovvero di quelle spese che danno diritto a una detrazione in fase di dichiarazione dei redditi come, ad esempio, le spese sanitarie, degli interessi passivi sui mutui, per l’istruzione, dei canoni di locazioni, delle spese funebri, delle spese di recupero edilizio e di risparmio energetico. In assenza di altri redditi, chi aderisce al regime forfettario perde tutte le detrazioni e le deduzioni legate all’Irpef.
Esempio. Sto ristrutturando casa: se aderisco al regime forfettario, e non ho altri redditi da lavoro dipendente o da pensione, non ho diritto alle detrazioni previste per gli interventi di ristrutturazione edilizia; se opto per il regime ordinario, sì.
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Contabilità