La Legge di Bilancio 2026 introduce alcune novità importanti per la previdenza complementare, con l’obiettivo di incentivare il risparmio previdenziale e rendere i fondi pensione ancora più convenienti. Le modifiche riguardano sia i benefici fiscali sia le modalità di riscossione delle somme accumulate.
Aumenta la deducibilità dei contributi
Dal 2026 cresce il limite annuo di deducibilità fiscale dei contributi versati ai fondi pensione: si passa da 5.164,57 euro a 5.300 euro. Questo significa che lavoratrici e lavoratori potranno sottrarre dal reddito imponibile una quota più alta di contributi versati per la previdenza complementare, ottenendo un risparmio fiscale ancora più conveniente.
Per lavoratrici e lavoratori di prima occupazione (dopo il 1° gennaio 2007), la deducibilità dei fondi pensione è potenziata. Oltre al limite ordinario di 5.300 euro annui, nei primi 5 anni di adesione si può accumulare un plafond extra deducibile pari alla differenza tra 26.500 euro (5.300 x 5) e i contributi effettivamente versati. Questo è utilizzabile nei 20 anni successivi, in aggiunta al limite ordinario, fino a 2.650 euro annui, per un totale massimo di 7.950 euro annui, favorendo chi inizia con redditi bassi.
Riscossione del capitale
Cambia anche la percentuale di capitale che si può ricevere al momento del pensionamento. Quando maturerà il diritto alla prestazione, sarà possibile ottenere:
- fino al 60% del montante in capitale (anziché il precedente 50%);
- il restante 40% sotto forma di rendita.
Novità sui contributi del datore di lavoro
Un’ulteriore novità riguarda i contributi a carico del datore di lavoro, se previsti dal contratto. L’obbligo di versamento non sarà più limitato ai soli fondi pensione negoziali (chiusi) del lavoro dipendente, ma viene esteso anche ai fondi pensione aperti, accessibili a tutti. Su questo punto sono attesi chiarimenti con un decreto attuativo, che definirà modalità e applicazione pratica della norma.
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Categoria
Pensioni e contributi