A venticinque o trent’anni la pensione sembra lontanissima. Talmente lontana da sembrare quasi irreale. Eppure, è proprio questo il momento migliore per iniziare a pensarci.
La verità è semplice: la pensione pubblica, da sola, difficilmente garantirà lo stesso tenore di vita di oggi. Le stime parlano chiaro: per lavoratrici e lavoratori dipendenti l’assegno pensionistico potrebbe arrivare a coprire solo il 50–60% dell’ultima retribuzione. Per chi lavora in proprio o con Partita IVA, la percentuale può essere ancora più bassa.
Per i giovani di oggi, quindi, la previdenza complementare non è un “di più”, ma una necessità concreta.
Non servono grandi cifre (serve tempo)
Uno dei falsi miti più diffusi è che per aderire a un fondo pensione servano grandi somme. In realtà è vero il contrario: anche piccoli versamenti possono fare una grande differenza, se inizi presto.
Il motivo è l’orizzonte temporale. Più a lungo resti in un fondo pensione, più i versamenti hanno tempo di crescere grazie ai rendimenti. È il tempo — non l’importo iniziale — il vero alleato dei giovani. Versare poco ma presto è spesso molto più efficace che versare tanto, ma tardi.
Un esempio pratico
Ipotizziamo il caso di una ragazza nata nel 2000 che inizia a versare nel 2026 un importo di 50 euro al mese fino all’età del pensionamento, stimata a 67 anni.
Considerando i 41 anni di versamenti (24.600 euro totali versati), la ragazza accumulerà un capitale che varia in base al rendimento del comparto scelto:
- rendimento prudente (2% annuo): circa 38.000 euro
- rendimento bilanciato (4% annuo): circa 61.000 euro
- rendimento dinamico (6% annuo): circa 102.000 euro
Nota: le stime sono al lordo dei costi di gestione e della tassazione sui rendimenti.
In più, versando 600 euro all’anno (50 euro x 12), beneficerà della deducibilità fiscale: in base all’aliquota IRPEF – poniamo sia del 23% – potrà recuperare circa 138 euro ogni anno tramite la dichiarazione dei redditi.
Prima si inizia, più vantaggi si ottengono
Chi aderisce giovane alla previdenza complementare beneficia di vantaggi fiscali importanti, spesso non conosciuti:
- tassazione più bassa sulle prestazioni finali: più anni resti nel fondo, più si riduce la tassazione, fino ad arrivare al minimo del 9%. Iniziare presto significa maturare prima questo beneficio;
- accesso anticipato alle somme: iscriversi a un fondo pensione da giovani significa maturare prima i requisiti previsti per legge per poter ricevere delle anticipazioni rispetto a quanto versato. Ad esempio ci vogliono 8 anni di iscrizione a un fondo pesione per poter richiedere anticipazioni per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa o per esigenze personali.
Altre cose da sapere sui fondi pensione
- Chi può aderire: la previdenza complementare è molto più accessibile di quanto si pensi. Possono aderire lavoratrici e lavoratori dipendenti, titolari di Partita IVA, studenti e giovani senza un’occupazione stabile, persone senza reddito.
- Massima flessibilità: un altro punto di forza, particolarmente apprezzato dai giovani, è la flessibilità. Puoi scegliere quanto versare, anche importi molto contenuti e puoi variare l’importo nel tempo. Puoi sospendere e riprendere i versamenti in base alle tue possibilità, poiché il fondo pensione si adatta ai cambiamenti della tua vita lavorativa.
- Tassazione agevolata: i rendimenti maturati all’interno di un fondo pensione godono di una tassazione agevolata, più conveniente rispetto a molti altri strumenti di risparmio.
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La previdenza complementare non è uguale per tutti: dipende dalla tua età e dai tuoi obiettivi di vita. Chiedi una consulenza gratuita al team ACLI su fondo pensione, polizze TCM e LTC (al numero 0461 274983 o via chat da questo link, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 11.30).
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Categoria
Pensioni e contributi