L'uscita dal fondo pensione: come funziona

07 Gennaio 2026

La previdenza complementare nasce con un obiettivo preciso: integrare la pensione pubblica e garantire un reddito più adeguato nel momento in cui si smette di lavorare. Ma come funziona concretamente l’uscita da un fondo pensione? O quando è possibile chiederne il riscatto? Facciamo chiarezza.

Le opzioni al momento del pensionamento

Quando si raggiungono i requisiti per la pensione, il capitale accumulato nel fondo pensione può essere utilizzato in modi diversi. In base all’importo maturato e all’età, è possibile:

  • con la RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata), se hai tra i 62 e i 67 anni puoi richiedere l’intera posizione in rate trimestrali a tassazione agevolata (dal 15% al 9% su tutto il montante accumulato)
  • richiedere la liquidazione dell’intero capitale
  • ricevere una rendita periodica vitalizia.

L’importo della rendita si aggiunge alla pensione pubblica, contribuendo a mantenere un tenore di vita più vicino a quello dell’attività lavorativa.

Da cosa dipende l’importo della rendita

La rendita periodica non è uguale per tutti. Dipende principalmente da due fattori:

  • il capitale accumulato nel tempo, grazie ai versamenti e ai rendimenti;
  • l’età al momento della richiesta: più si è giovani, più la rendita sarà distribuita su un periodo lungo e quindi di importo mensile più contenuto.

Anticipi: il capitale non è “bloccato”

Un aspetto spesso poco conosciuto è che il fondo pensione non vincola le risorse fino alla pensione. La legge prevede la possibilità di richiedere anticipazioni, nei casi e nei limiti stabiliti:

  • in qualsiasi momento per gravi motivi di salute;
  • dopo almeno 8 anni di iscrizione per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa;
  • sempre dopo 8 anni, anche per esigenze personali, entro limiti percentuali prefissati.

Riscatto prima della pensione: quando conviene

È possibile riscattare in tutto o in parte il capitale anche prima del pensionamento, in caso di eventi legati alla vita lavorativa, come periodi prolungati di disoccupazione o sopravvenuta invalidità permanente.

Il riscatto può essere totale o parziale e avviene senza penali.

In caso di perdita di lavoro o licenziamento è possibile chiedere la RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata), se hai maturato 5 anni di adesione alla previdenza complementare, ti mancano meno di 10 anni all’età del pensionamento per vecchiaia e sei inoccupato da almeno 24 mesi. La tassazione prevede un’aliquota agevolata massima del 15%.

Un trattamento fiscale vantaggioso

La previdenza complementare gode di una fiscalità agevolata. La tassazione sulla gestione patrimoniale è più bassa rispetto a quella di molti altri strumenti di investimento, rendendo il fondo pensione uno strumento efficiente non solo per il futuro, ma anche dal punto di vista fiscale.

Chiedi un incontro informativo con gli esperti ACLI

La previdenza complementare non è uguale per tutti: dipende dalla tua età e dai tuoi obiettivi di vita. Chiedi una consulenza gratuita al team ACLI su fondo pensione, polizze TCM e LTC (al numero 0461 274983 o via chat da questo link, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 11.30).

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Pensioni e contributi