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Tfr, Acli: Non si perda altro tempo

08 Ottobre 2005

Tfr, Acli: Non si perda altro tempo. Mancata approvazione sarebbe danno gravissimo

Roma, 6 ottobre 2005 – Di fronte alla fase che si è determinata a seguito del rinvio del Decreto legislativo in materia di previdenza complementare, operato dal Governo, le Acli riaffermano la necessità di varare al più presto l’atteso Decreto, nella convinzione che esso costituisca un provvedimento tanto più necessario per i giovani lavoratori che saranno in futuro direttamente interessati dal calcolo della pensione di base con il sistema contributivo.

«La mancata approvazione del decreto – commenta il presidente delle Acli Luigi Bobba – sarebbe un danno gravissimo per i lavoratori, soprattutto i più giovani, e per la tenuta stessa del sistema previdenziale nel suo complesso. Sono 10 anni che aspettiamo lo sviluppo della previdenza complementare. Non possiamo perdere altro tempo».

In particolare, le Acli ritengono che siano da valorizzare quei Fondi pensione che, oltre a dare maggiori garanzie di attuazione dei principi di mutualità e di solidarietà, prevedano minori costi per la gestione del risparmio previdenziale dei lavoratori.

Desta particolare preoccupazione inoltre la condizione di quei lavoratori che sono attualmente privi di TFR, ed in particolare dei giovani Co.co.co, sui quali gravano già i pesi di percorsi lavorativi precari e discontinui.

Non vanno poi sottaciuti i possibili ricatti che potrebbero verificarsi nelle imprese, ed in particolare in quelle piccole e medie, a danno dei lavoratori, da parte di datori di lavoro che, paventando aggravi nei costi del lavoro, ostacoleranno di fatto lo sviluppo della previdenza complementare. In particolare si hanno notizie di pressioni su non pochi lavoratori, affinchè il TFR “resti dove si trova”, facendo balenare minacce, spesso anche esplicite, di ricorrere al licenziamento per chi decida di aderire ad un Fondo complementare.

Nell’auspicio che nei prossimi 30 giorni si sciolgano tutti i nodi che ancora pregiudicano il varo di un moderno sistema di previdenza complementare, le Acli invitano il Governo ad essere più coraggioso con riferimento alla disciplina fiscale, adottando l’esenzione fiscale sui rendimenti ed una tassazione sulle rendite, in modo da equipararle al regime ordinario di imposizione sul reddito delle persone fisiche.

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